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Ma guarda quello!... Guida come un andicappato. Sai sono andato a Roma con la mia macchina,ho fatto più di 500
chilometri tra andata e ritorno. Cho messo un po anche perché in entrambe le
volte mi sono fermato a sgranchirmi la schiena le braccia e il collo, non è stata una
passeggiata, ma sono stato ripagato dalla soddisfazione di essere riuscito a fare un
viaggio così lungo. Pensa ho raggiunto addirittura la velocità di 120 km orari in
autostrada. Di più no, anche perché a quel punto i miei passeggeri avevano smesso di
parlare. Poi si sono rilassati vedendo che controllavo bene la situazione. Così aveva esordito in una delle tante serate
a casa sua, il mio amico. Da qualche anno era costretto su una sedia rotelle, causa
un'incidente : lesione alta alla colonna vertebrale, che gli aveva paralizzato gran parte
del corpo, compreso l'impossibilità di usare le mani. Quanto tempo fa con precisione non
lo sò, ma sembra ieri quando sono andato per la prima volta a trovarlo all'ospedale, e
sdraiato su un lettino con orgoglio e speranza mi mostrava muovendosi in modo scoordinato
i suoi progressi Mi sono rotto di farmi portare in giro nelle macchine degli altri. Per carità sono tutti molto premurosi e disponibili,ma vuoi mettere la sensazione di libertà che può darti tornare a guidare, per andare in posti dove tu vuoi e quando vuoi? Oltre a sentirti ancora utile a qualcuno. Così tra commissioni, concessionari, ditte installatrice di ausili per auto, motorizzazione e prova d'esame, passarono alcuni mesi. Anche perché lui, il mio amico, non voleva un'auto qualunque. Quando mi hanno detto che c'era la possibilità di guidare restando seduto sulla mia carrozzina, sono rimasto entusiasta. Cavolo, vuoi mettere spostarsi con l'auto senza che ogni volta ci sia qualcuno che ti deve trasferire dalla carrozzina al posto di guida. Si evitando così tante spiacevoli complicazioni. Certo però, che ci vuole un'auto adeguata. Ed ora eccolo lì, con il suo "macchinone". Dai sali ci che ti faccio vedere come guido! Mano sinistra che si
incastra in questo tripode attaccato al volante. Così, vedi? Mentre la destra si incastra
in quest'altro, attaccato ad un'asta, che se la spingo frena, mentre se la tiro indietro
accelera. La carrozzina è ben ancorata ed io sono stretto ad essa, sai le curve, con
questa imbracatura da pilota di rally. Guida bene, il mio amico, sa stare sulla strada, è sciolto, tranquillo e questa tranquillità riesce a trasmetterla a chi è con lui. Non dici niente è? Vedi ho notato che guidare e come andare
in bicicletta, quando hai imparato non ti dimentichi più. Certo non è stato subito così
naturale e semplice come può sembrare ora. Figurati che la prima volta: salgo in
macchina, mi sistemo con una buona dose di aiuto ai comandi, macchina in moto, marcia
inserita, faccio circa dieci metri, retromarcia e stop. Decido che per il momento poteva
bastare perché l'emozione era troppo forte. Guida tranquillo, dicevo, anche se tutto d'un tratto ha uno scatto di testa, come un attaccante che cerca di colpire la palla ed infilarla là in alto nell'incrocio dei pali. Tranquillo non sono preso da un attacco di qualche genere, ma semplicemente inserisco e disinserisco le frecce di segnalazione. I pulsanti sono stati messi nel poggia testa, come anche il clacson, mentre qui nel poggia braccio ci sono le luci, tergicristalli e così via. Devo ancora prenderci la mano, ma penso che in breve tempo, mi verrà naturale fare certe cose. Così se qualche volta avrete loccasione di incrociarlo mentre è alla guida e muove la testa, può essere che vi saluti, ma anche che sia in procinto di svoltare.
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