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La separazione C’eravamo incontrati qualche anno prima ed non era stato un incontro normale, perché io venivo da un periodo decisamente no. Ero, infatti, reduce da una brutta batosta e mi stavo riprendendo piano piano. Ci aveva presentati quella ruffiana di Aida, la mia fisioterapista, una mattina di fine settembre con il sole che entrava ancora spavaldo dalle finestre. Non fu un colpo di fulmine da parte mia, mentre lei pazientava attendendo una mia decisione che poi arrivò. Nelle prime uscite assieme, non fui particolarmente loquace, anzi fui alquanto sulle mie, timoroso nel farmi vedere con lei. Così i nostri appuntamenti erano radi e sempre al chiuso tra amici, anche perché diciamocela tutta: non era attraente, un po’ bruttina, ed in altre circostanze non l’avrei mai presa in considerazione. Comunque fu proprio con lei che iniziò questa mia nuova avventura; ci volle un po’, ma con il passare dei giorni il nostro affiatamento aumentò sempre più, fino al punto che trascorremmo insieme intere giornate. Eravamo diventati inseparabili, e la gente nel vederci ci salutava cordialmente, curiosa domandava del nostro rapporto così intimo, ma altresì cosi esposto agli occhi di tutti.
Che emozioni
suscitavi in me nell'averti vicino, talvolta molto in contrasto tra di loro, ma pur sempre emozioni.
Mai avrei pensato
di passare così tanto tempo con una compagna come te, e questo è stato
soprattutto merito tuo che non mi hai fatto mai pesare la mia figura
ingombrante, mentre tu rimanevi in disparte, senza troppe pretese.
Il nostro è stato
un bel rapporto, ma gli anni trascorsi, ci hanno consumato sia dentro che fuori.
Non so se potrai mai perdonarmi per questo, ma voglio che tu sappia che per me sei stata una compagna stupenda e che senza di te non sarei arrivato dove sono.
Grazie di cuore
per tutto quello che hai fatto per me. Addio…
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